Non Autosufficienza

Abbiamo già menzionato la situazione di profonda criticità in cui versa il SSN come primum movens dell’azione di una Sanità Integrativa che venga in soccorso della salute delle persone.
Non siamo qui a ripetere le numerose ragioni di questa crisi. Il calo degli ultimi 5 anni della spesa sanitaria pubblica (al 6,70% nel 2017) è un dato eloquente come pure l’aumentato ricorso alla spesa sanitaria privata che già nel 2016 raggiungeva circa 1⁄3 della spesa pubblica complessiva.

Ma la situazione è ancora più pressante se si considerano quei soggetti più fragili che all’interno di una società maggiormente necessiterebbero di assistenza e cure.

Non stiamo parlando solo delle persone anziane (nel nostro paese il 5,6% della popolazione supera gli 80 anni). Stiamo parlando delle persone non autosufficienti, coloro che per infortunio, malattia o vecchiaia non sono più in grado di prendersi cura di sé stessi. Pur non esistendo nel nostro paese un sistema di rilevazione uniforme, si ritiene attendibile che circa 1.700.000 siano le persone non autosufficienti, e tra di esse 1.100.000 gli anziani. Ma nonostante l’aggravio insostenibile dei costi si continua a gestire la cronicità negli ospedali anziché ricorrere all’assistenza domiciliare: attualmente sono assistiti a domicilio solo 3 over-65 su 100, a fronte di 3 milioni di persone affette da multi-cronicità e disabilità severe che necessitano di cure continuative.Non stupisce allora l’aumento della richiesta di badanti e infermiere specializzate, per le cure domiciliari di anziani non autosufficienti.

L’esigenza di allinearsi al trend europeo di affidare la sanità a dei sistemi misti pubblici e privati, è ormai riconosciuta con maggiore chiarezza anche nel nostro paese.

I Fondi di Assistenza Sanitaria Integrativa si assumono sempre più il compito di veicolare ampie quote della spesa medica privata degli italiani offrendo oltre a piani sanitari anche prodotti Long Term Care.